Archivi tag: Gay Pride

Opinioni e xenofobia

In genere la mattina, mentre vengo a lavoro, sento la radio. A seconda dell’orario si tratta de Il Ruggito del Coniglio o di Io, Chiara e l’Oscuro. Il più delle volte si tratta del secondo, perché è raro che mi riesca di uscire prima delle 10.00. Comunque. In genere ascolto con piacere, mi distraggo e mi rilasso mentre guido. I temi affrontati di volta in volta sono interessanti, la discussione pacata. Ogni tanto, l’argomento è più spinoso e il confronto si fa più duro, ma tutto sommato mi riesce sempre di ascoltare i vari punti di vista senza farmi il sangue troppo amaro. Tranne oggi.
Oggi si parlava di matrimonio per i gay: favorevoli o contrari? Ovvio che una cosa così stimola una discussione piuttosto accesa, anche tra gli ascoltatori di un programma come Io, Chiara e l’Oscuro, che immagino non proprio incolti. Ecco. Oggi ho spento la radio, ad un certo punto. No, perché sentire discorsi del tipo “noi normali, voi contro natura” senza poter sparare un sonoro vaffanculo a chi lo dice mi urta proprio i nervi. Perché qui non si tratta più di tolleranza, di cercare di capire il punto di vista altrui. L’omofobia non è un punto di vista: l’omofobia è xenofobia, è razzismo. Sono forme di ignoranza che semplicemente non si possono tollerare in una società aperta e democratica. Non è un punto di vista un’opinione che ha causato e purtroppo causa ancora la sofferenza, spesso la morte di migliaia di persone.
Quest’anno per la prima volta ho pensato di andare al Gay Pride. E non solo perché ci sarà Lady Gaga :P . È che non ci possiamo dire liberi quando una minoranza di noi semplicemente non lo è: perché è schiavitù non poter abbracciare, toccare, baciare la persona che si ama in pubblico, è schiavitù non potersi sposare o vedere riconosciuto in alcun modo il proprio legame con la persona che si è scelto di avere accanto per tutta la vita. Probabilmente non apprezzo tutto del Gay Pride, ma è anche vero che è la loro lotta, e che dunque sono tutto in diritto di scegliersi le armi. Ma se è vero questo, è anche vero che non li dobbiamo lasciare soli nelle loro rivendicazioni, se è vero che siamo una comunità, che qualcosa ci accomuna e si rende cittadini dello stesso stato. È come quando ho manifestato il 13 febbraio, ed ero contentissima che ci fossero degli uomini. Perché la lotta era sicuramente delle donne, ma questo non significa che non si debba dar loro l’appoggio, come si farebbe con qualsiasi nostro simile in un momento di difficoltà. Ecco, manifestare col popolo LGBT vuol dire “mi riguarda, la tua indignazione è la mia”, perché questo vuol dire far parte di un gruppo, decidere di vivere in società piuttosto che da soli. E poi, buttandola sul piano meramente utilitaristico, oggi sono i gay, domani potrebbe essere per noi. Come diceva quella poesia?

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare

L’11 invece non ci sarò. Ho un impegno, che per altro presto vedrete in bacheca. Ma spiritualmente ci sono. Voglio esserci. E magari, chissà, l’anno prossimo ci sarò davvero.

43 Tags: , ,