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Cucina senza glutine: key lime pie e cheesecake

In questa famiglia si ama il cheesecake. Quello freddo, principalmente. Credo sia una questione di imprinting. Uno dei primi dolci che abbia mai preparato in vita mia è il preparato Cameo per torte fredde, sia quella con lo yogurt che quella col limone. Ho anche un trauma connesso alla suddetta torta: era tipo la prima settimana che vivevo da sola con Giuliano, e per non ricordo quale occasione volevo preparare una di quelle torte. Ebbene, non ci riuscii. Pianto e stridore di denti. Tutti sanno fare le torte pronte! Perché io no? Otto anni dopo, e miliardi di torte preparate, ormai non più in scatola, guardo con supponenza la me stessa in lacrime in cucina, davanti al preparato che non si monta: ne hai ancora da fare, di strada, giovane Padawan…
Comunque, giunta la celiachia in famiglia sembrava fosse ormai la fine dei giochi. No more biscotti Digestive, no more cheesecake, o la sua versione ancor più guduriosa, la key lime pie, che io adoro perché vivrei anche solo di latte condensato.
Siccome però farmene una ragione non è mai stato il mio forte, ho deciso che doveva esistere un succedaneo gluten-free dei biscotti Digestive. Gira che ti rigira, l’ho trovato: sono questi biscotti qui della Shär. A parte che sono buonissimi di per sé, e spesso li mangio anche io che celiaca non sono, sono adattassimi a fare la base burrosa dei cheesecake e della key lime pie. Il sapore è un po’ diverso, soprattutto per via di certi cereali tondi che ci sono dentro e che a volte non si sbriciolano del tutto, ma le proprietà generali li rendono molto adeguati al fondo delle torte: sono sbriciolosi quanto basta, cerealosi, e si legano molto ben col burro. Confesso di non essere invece ancora riuscita a risolvere il problema colla di pesce: in principio, la colla di pesce non contiene glutine, ma quella che uso di solito io non ha scritto esplicitamente “senza glutine”. Ho provato con una in polvere, ma, forse ho sbagliato qualcosa, non so, ma non ha funzionato per niente. Se qualcuno ha da suggerirmi qualche alternativa, me lo dica nei commenti, è molto ben accetta.
Vi posto ricetta e foto dell’ultima creazione del genere: è una key lime pie che ho fatto per una cena da amici. La ricetta, ovviamente deglutinizzata, è sempre di Giallo Zafferano (suggerimento: spremete i lime con lo spremitore automatico; prima di ritrovare il mio facevo a mano, e m’era venuto un bicipite che manco John Cena…). A breve farò anche una torta al limone per un compleanno, vi terrò aggiornati.

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Cucina senza glutine: involtini primavera!

Ho deciso di inaugurare una nuova rubrica. Così. Una rubrica che per altro non c’entra davvero nulla con quello che faccio nella vita: è una rubrica di cucina. Sento risate distanti…e probabilmente avete ragione. Fatto sta che a me piace cucinare, con alterni risultati, lo ammetto, ma mi diverte. Soprattutto, mi piace preparare dolci. Solo che, circa un anno fa, ho dovuto rivoluzionare il mio modo di cucinare, perché la celiachia ha fatto l’ingresso nella nostra famiglia. Ho trovato – e trovo ancora – un sacco di difficoltà con i prodotti senza glutine. Le consistenze sono diverse, diverse le porzioni nelle preparazioni…ammetto che è stato un bel po’ frustrante, e, spesso, con molte cose, lo è ancora. Ma, dopo un anno, ho fatto un po’ di esperimenti, e alcune cose le ho capite. Per cui, nulla, vorrei semplicemente rendervi partecipi delle scoperte: a me ha fatto comodo leggere come si sono trovati gli altri, che soluzioni hanno scelto, e come se la sono cavata. Spero possa essere utile, e divertente, quando le cose non funzioneranno (e succederà).
Bon, cominciamo con una cosa che non credevo possibile: ho fatto gli involtini primavera senza glutine! Ed erano buoni! Il giorno dopo, infatti, la temperatura è calata di tipo dieci gradi. Every magic comes at a price. Anyway, ecco a voi…

GLI INVOLTINI PRIMAVERA SENZA GLUTINE

La cosa è cominciata col fatto che nella mia bottega celiaca di fiducia vendevano delle specie di pizzone trasparenti messe in una busta inequivocabile: sopra c’erano disegnati degli involtini primavera. Siccome non ne mangiamo da un anno, non ho resistito, e li ho presi. Per la pastella, dunque, non ho fatto in realtà niente: ho comprato questi cosi, che sono sfoglie di farina di riso e acqua. Quando le apri sono secche, e vanno maneggiate con estrema cura, perché sono rigide e fragili. Anche quando le mettete via vi consiglio di farlo con cura, o ve le ritrovate tutte a pezzi, come ho scoperto oggi prendendole per vedere la marca (grrr…). Al momento dell’uso, vanno bagnate. Io le ho messe in un piatto piano piuttosto grande e c’ho buttato su acqua a manciate. Ce ne vuole abbastanza, ma mi sono affidata più che altro al tatto. Quando le ho sentite morbide sotto le mani, ma non le ho viste disfarsi, ho pensato che era ok. Bisogna fare attenzione a bagnarle tutte, anche i bordi, altrimenti si spezzano.
Ora, dovete sapere che io le ricette non le so inventare, e sono un tipo ansioso: le due cose messe assieme fanno sì che io mi affidi alle ricette come il fanatico al capo della setta. Seguo tutto al grammo, sennò mi figuro catastrofi cosmiche. Per cui, anche per gli involtini primavera mi sono votata a santo Giallo Zafferano. Le modifiche necessarie per togliere il glutine sono state minime: ho soltanto usato la pastella già pronta che vi dicevo, e una salsa di soia senza glutine. Forse non tutti lo sanno, ma la salsa di soia dentro ha il frumento. Si trovano però facilmente salse che ne sono prive: ok, il sapore non è proprio lo stesso, ma ci somiglia. Ulteriore variazione, ovviamente per chiudere gli involtini ho usato una pastella di farina consentita e acqua. Che tipo di farina, in questo caso, non conta, deve fare solo da colla: va bene una roba qualsiasi, impasto per pane, per pasta…io ho usato una roba generica senza glutine, credo una farina di grano deglutinizzato.
La preparazione del ripieno è semplice, la preparazione dell’involtino appena più laboriosa. Vi consiglio di stringerli parecchio, perché i primi, come vedrete, mi sono venuti laschi. Consiglio assolutamente l’olio di arachidi per la frittura e del ripieno e dell’involtino: appena inizerete a friggere sentirete odore di ristorante cinese, inconfondibile. Anni a chiedermi cosa fosse, ed è l’olio di arachidi. Non si finisce mai di imparare (le banalità).
Per la frittura degli involtini, ho usato il termometro per vedere quando l’olio stava a 180°. Non credo sia strettamente necessario, ma, come per tutti i fritti, è importante che l’olio sia ben caldo, altrimenti il fritto viene moscio e unto.
Bon, il risultato è qua sotto, in foto. Non ci potevo credere, ma erano buoni! E la differenza con gli involtini primavera del ristorante davvero minima. La pasta esterna era friabile e croccante, una cosa non banale per un impasto senza glutine, che in genere è sempre un po’ loffietto. Insomma, sfogliatine al riso senza glutine stra-promosse!

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