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Un consiglio di lettura, ancora

Stamattina, mentre cercavo di riprendermi dall’ennesima nottata “complicata” di Irene – ho letto una recensione estremamente positiva di Hugo Cabret di Scorsese. Ora, in verità il film non mi ha mai attirata, e anche i trailer che ho visto mi hanno lasciata piuttosto fredda. Ma non è colpa di Scorsese, o di qualcosa nelle immagini. È che Hugo Cabret è uno dei libri più belli e particolari che abbia mai letto, e la sua grandezza credo sia impossibile da rendere efficacemente sullo schermo. Non è solo nella storia, o nei personaggi, o nel periodo storico in cui è ambientato. È nella capacità di Selznick di inventare un nuovo modo di narrare.
La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret mi viene in mente ogni volta che qualcuno critica il catalogo Mondadori. Che è sterminato, quindi insieme alle belle cose ci saranno anche le cose così così e quelle francamente brutte. Peccato, però, che nessuno si renda conto di quale straordinario miracolo sia che un libro così bello, così originale, così francamente e innocentemente poco commerciale sia arrivato in libreria. È una perla apparsa in libreria, una perla che, temo, in pochi hanno davvero apprezzato.
Cos’ha di particolare? La storia di Hugo viene raccontata in parte tramite le parole, ma per buona metà tramite splendide illustrazioni a matita, in bianco e nero. E i disegni non sono un piacevole contorno alla storia, non la illustrano: la raccontano. Immaginate che ad un certo punto di un capitolo, le parole si interrompano, e quel che resta dell’azione venga raccontato con disegni muti. Ecco, questo è Hugo Cabret. Un libro come non ce ne sono altri al mondo.
La trovata non è ovviamente fine a se stessa. Un po’ è certo figlia del fatto che l’autore, Selznick – che per altro è simpaticissimo, lo conobbi all’unica Mantovaletteratura cui abbia mai partecipato, e mi fece anche un autografo sulla mia apposita Moleskine – è un illustratore, ma riguarda anche la materia del libro. Che è ambientato negli anni ’30 e parla del cinema di Méliès. Ora, io non conoscevo Méliès prima di leggere Hugo Cabret, ma tutti suppongo conoscano questo. È suo. Ha realizzato centinaia di film, è praticamente l’inventore degli effetti speciali. Il suo era un cinema di pura meraviglia, che reinventava la realtà. E dunque si capisce perché la storia di Hugo venga narrata per immagini. Sembra di assistere ad un film muto, e quanto evocativi sanno essere i disegni di Selznik, con quel suo tratto al tempo stesso rarefatto e molto preciso, prezioso. Inutile che vi stia a dire che non è soltanto il modo in cui è raccontata la storia a colpire: è anche la storia in sé, i personaggi, la poesia del tutto.
Non vi consiglio di andare a vedere il film per il semplice fatto che non so com’è. Ma vi consiglio assolutamente il libro, perché merita. Si parla tanto di originalità, di saper narrare le cose da punti di vista inediti: ecco, Hugo Cabret è tutto questo e molto altro. Per cui fatevi un regalo e leggetelo.

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