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I Guardiani della Galassia vol.2

Col consueto ritardo che mi contraddistingue, sono andata a vedere I Guardiani della Galassia Vol. 2, più o meno quando tutti l’hanno già visto e già si sono espressi. Almeno l’ho visto al cinema e non a casa, dai. Anyway, quello che c’era da dire è stato probabilmente già detto tutto, e la mia recensione non aggiungerà molto al tutto, ma vabbè, ho il vizio. Qualche spoiler, ma pochi.
Allora, come più o meno a tutti, il primo mi era molto piaciuto. È diventato rapidamente il mio prototipo di film di supereroi (sotto Jeeg Robot che gioca in un campionato a parte, per quel che mi riguarda). Come tutti, ne avevo apprezzato soprattutto l’aria cazzona. Sono film di supereroi, dio mio, prendiamola con un po’ di ironia! Soprattutto divertiamoci, che cavolo. Il primo lo faceva con un parterre di personaggi interessanti e ottimamente assortiti, con un bel tono giocoso, e un sacco di azione.
Sul secondo il dubbio era: riusciranno a ripetere la formula, o prenderanno la via dell’”evoluzione dei personaggi”, del “è tutto più adulto”, “è tutto più dark” che nel fantastico ha fatto più danni della peste nera? Ni.
Cominciamo benissimo, con la prima ora che l’unica cosa che le puoi dire è che sembra un prolungamento del primo film. Ma, voglio dire, cosa c’è da lamentarsi se poi i personaggi funzionano e la storia gira? Sembra tutto perfetto. Le dinamiche tra i Nostri sono già rodate, non dobbiamo assortire il gruppo, per cui i personaggi e le situazioni si esprimono alla loro massima potenzialità: ok, qualche battuta scatologica può sembrare un po’ scema, ma ci sta, dai, ci sta.
Va tutto più o meno benissimo, con una confortevolissima aria di casa, fin verso all’arrivo sul pianeta di Ego. Là, improvvisamente, gli sceneggiatori realizzano una cosa: porca zozza, la trama non basta. Non ci fai quelle due ore e mezza di film sotto le quali non sei nessuno (perché???? Quando ero ragazzina i film duravano un’ora e mezza, ed era perfetto). Quindi che ci mettiamo in mezzo? La Morale attaccata con lo sputo. Quindi: leviamo tutto quanto fa funzionare il franchise, ossia l’autoironia e il divertimento, e mettiamoci tutta quella roba sulla famiglia che agli americani piace tanto. E gente che parla. Per un’ora. In cui tu vorresti vedere il procione che spara. Giuliano l’ha descritto così il film a un collega: io devo andare a vedere il procione che spara. Ok, il procione un po’ spara, ma smette presto. I nostri non stanno più insieme (altra grandissima vaccata, dato che è l’alchimia tra tutti e quattro che fa funzionare tutto, non certo la scialba storia d’amore tra Gamora e Starlord), e l’azione o qualsiasi altra cosa latitano su ambo i fronti: tra Groot e Rocket, ma pure tra tutti gli altri. Scene e scene sul pianeta inutili, perché ribadiscono quanto lo spettatore ha capito appena compare il padre di Starlord: gatta ci cova, e al minuto 1 dell’arrivo sul pianeta uno già sa che finirà male. Sorvolo sulla sciattezza di far finire Gamora in una caverna per farle scoprire la verità: persino io so che non si fa. Ma non sorvolo su alcune scene che veramente gridano vendetta al cospetto di dio, tipo Starlord che gioca a palla col padre, che io ho sperato fino all’ultimo, con veemenza, che finisse in presa per i fondelli. No. È tutto vero. Il grande topos della famiglia del Sogno Americano: il padre che gioca a baseball col figliolo. Mio. Dio. Sorvolo anche sul cattivo, scialbo, ogni tanto onnipotente ogni tanto no, non si capisce bene in base a quali regole, e pure abbastanza confuso in certe sue scelte. Però, vabbè, diciamo che in un film del genere il cattivo non è proprio la cosa più importante. Più o meno.
Comunque. Poi i gruppi si ricongiungono, parte un po’ d’azione, e lo spirito si risolleva, ma purtroppo non del tutto. Non so esattamente cosa manchi, o piuttosto cosa ci sia di troppo, nella tirata finale. È probabilmente solo troppo lunga. Ma a un certo punto la mente vaga. L’avevo letto in qualche recensione, non ricordo quale: arriva il momento in cui uno si distrae e pensa ai fatti suoi. Ed è vero. Arrivata a un certo punto ho iniziato a pensare ai prossimi sviluppi della storia di Myra e a cosa volevo cambiare/mettere. Così. Mentre i Nostri lottavano per la salvezza dell’Universo, niente meno. Ed è un peccato, perché poi c’è anche una certa intensità nelle scene finali, e quelle meritavano un’adesione dello spettatore più profonda di quella che ho provato io, abbastanza scarsa. È che, ancora una volta, la morale sulla famiglia pare veramente appiccicata con lo sputo.
Non lo so, sembrano due sceneggiature diverse cucite insieme: una che tutto sommato funziona, divertente e divertita. L’altra pesa, pesa di una pesezza che non è tanto nei contenuti (la solita tirata sull’amicizia e la famiglia, e capirai…), quanto nella prosopopea con la quale ti viene sbattuta in faccia, un tanto al chilo, persino con una certa supponenza. Non dico che non dovessero mettercela, anzi; ma andava inserita nel contesto, nella cialtronaggine generale del tutto. Così è solo irritante.
Ora. Non è che non mi sia piaciuto. La prima ora non dico che mi ha entusiasmata, ma mi ha divertita un sacco. E comunque resta sopra gli altri cinecomics della Marvel; solo che la distanza da questi ultimi si è ridotta. Invece di tirare su tutto il resto della compagnia verso lo spirito dei primi Guardiani, hanno tirato giù i Guardiani verso tutto il resto. Eh sì che roba come Doctor Strange – che non è un capolavoro, intendiamoci, ma diverte parecchio, soprattutto nella spettacolare scena finale, che quanto meno è veramente, veramente originale da un punto di vista visivo – mi aveva fatto ben sperare. E invece no. A noi il divertimento non piace; deve sempre venire il momento della serietà. Come tutte le commedie americane, e tante italiane: il primo tempo che ti ammazzi di risate, poi dopo no, dopo ci devi mettere il maledetto sentimento, un minimo di serietà sindacale, e inevitabilmente va tutto in vacca.
Spiace. Si conferma una cosa che già pensavo: il primo film è stato un po’ un caso, frutto del fatto che si portavano su schermo personaggi tutto sommato secondari del canone, e per questo ci si è permessi di osare un po’ di più. Adesso che i Guardiani funzionano, tocca fare sul serio. Farli diventare come tutti gli altri. E vabbè, dai, fa niente. Spero di rivedere in futuro la tipa dorata: era una delle cose più fighe del film. Ah, e almeno un paio delle scene extra sono davvero carine. Però, niente, speravo meglio.

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