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Il Fuoco di Acrab & Lucca Comics & Games 2017

Chi mi segue sui social lo sa (quanti miei post iniziano così di recente? Troppi…), ieri ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione dell’edizione di quest’anno di Lucca Comics & Games. È stato un bel momento, ho rimediato un gadget fighissimo che adesso finisce sparato nel mio studio (per i curiosi, potete vederlo qua), e ascoltare l’incipit del mio libro letto da Matteo Strukul è stato davvero, davvero bello. Devo rapirlo e portarmelo dietro alle presentazioni :P . Ah, scusate, contesto: durante la conferenza stampa, io ho letto l’incipit del suo libro di prossima uscita, I Medici – Decadenza di una Famiglia, e lui l’incipit de Il Fuoco di Acrab. Che, incidentalmente, adesso esiste anche come libro fisico; ce l’ho qua accanto a me, per poco non ci dormo anche.
Vi ricordo che il libro uscirà il 24 Ottobre, e che per l’occasione lo presenterò a Roma, al Mondadori Bookstore di Via Tuscolana, ore 18.00. Intanto, se siete impazienti, si può già preordinare online.
Ma non finisce qua.
Lunedì 23, ore 17.00, farò la consueta diretta Facebook; inizierò leggendo il prologo del libro, poi, se vorrete, potrete farmi le domande che volete. Il tutto durerà un’oretta.
Secondo, abbiamo infine date e orari dei miei eventi a Lucca Comics & Games 2017, che vi vado ad elencare. Prendete carta e penna perché con parecchie e non li ricordo manco io :P .
Giovedì 2 Novembre, ore 17.00, presso la Caffetteria di Palazzo Ducale, sarò lieta e onorata di partecipare alla presentazione del nuovo numero di Comics & Science, Il Segreto di Babbage. Ci saranno gli autori, si parlerà di scienziato geniali, donne fighissime e steampunk. Roba forte, insomma :) .
Venerdì 3 Novembre, dalle ore 13.00 alle ore 14.30, all’Auditorium San Francesco, firmo copie.
Sabato 4 Novembre, ore 16.00, sempre all’Auditorium San Francesco, un grande classico di Lucca: io e Sandrone presentiamo Il Fuoco di Acrab. È un po’ l’evento clou, l’esperienze scrivere libro per me non è completa se non lo presento con Sandrone, che c’è stato fin dall’inizio, è un amico e un maestro per me. Quindi venite, che siamo una coppia rodata come Stanlio e Ollio :P . Seguirà firma copie fino all’esuarimento delle forze vitali della qui presente.
Domenica 5 Novembre, ore 10.00, al Teatro del Giglio ci siamo io e Matteo Strukul, più un contributo video di Joe Abercrombie, a parlare del destino del fantasy. C’è pure Edoardo Rialti, e quindi direi che la compagnia è proprio al completo. Alle 11.00 ci spostiamo tutti al Palazzo Ducale per un’ultima firma copie.
Bon, dovrebbe essere più o meno tutto. Dovesse aggiungersi qualcosa, ne troverete informazioni al solito qua sopra e sui social.
Prima di lasciarci, vi ricordo che sabato 21 Ottobre, ore 17.00, sono alla Biblioteca Crovi di Castelnovo ne’ Monti (RE) a parlarvi di scrittori, fumettisti e musicisti che mi hanno cambiato la vita. Venite, che sono molto più brava a far pubblicità agli altri che a me.
Fine. Credo. Insomma, sono in arrivo un sacco di belle cose, spero vorrete condividerle con me :) . A presto!

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Star Wars VIII, ti possino che trailer + prossimi incontri

La pianto con le recensioni di Discovery (non non con la serie, ahimè) perché, giunti alla quarta puntata, non mi pare ci sia molto da aggiungere a quanto già detto. Invece provo a fare una cosa inedita. Provo a recensire il trailer di Star Wars. Perché, ahò, scusate, a me è proprio piaciuto. In verità non sarà proprio una recensione, ma la spiegazione del perché, secondo me, è il trailer perfetto. E questo al di là del fatto che possa piacere o meno.
Prima, agevolo filmato in modo che siamo tutti on the same page.

Scusate, lo so che faccio la figura della hipster che se non mette le robe in lingua originale le piglia un coccolone, ma l’altro l’ho visto una volta sola in italiano e ormai sono abituata a queste voci. Detto ciò.
Ci sono ovviamente molte cose che mi esaltano: incidentalmente, tutto questo rosso e bianco, presente abbondantemente anche nella locandina, che, come sapete, risuonano in questo periodo in me (vedi voce Dominio). Poi, vabbè, la musica di Williams, che uno la sente, e già è tutto fomentato. Poi il senso di tragedia incombente, che latitava parecchio nel film precedente, e che qui invece è la firma stilistica un po’ del tutto. Per una volta, forse la svolta dark non è quella roba inutilmente pesa vista precedentemente in tanti altri film. Pure Snoke sembra più minaccioso, e non uno snorky invecchiato male. Però, vabbè, la cosa che davvero, davvero mi lascia così è che è montato alla grande, e fa esattamente quel che un trailer dovrebbe fare: montarti l’hype a mille lasciandoti da qua all’uscita a farti mille pippe su cosa succederà nel film. Va da sé che una cosa del genere funziona solo con franchise che sono ormai entrati nella storia della cultura pop e non solo, ma riuscire a farlo a questi livelli è maestria.
Pensiamoci un attimo. Ogni cosa che viene detta nel trailer è passibile di una duplice interpretazione, e il montaggio non fa altro che suggerirti – come del resto dice esplicitamente Luke – che le cose non sono come credi.
Inizio, e Snoke parla, dicendo qualcosa che evidentemente immaginiamo riferito a Kylo Ren, tanto è vero che è lui che ci viene mostrato. Ma sulla frase finale, “something very special”, stacco e vediamo Rey. Chi ci dice, dunque, che Snoke stesse parlando davvero di Kylo?
Anche la parte dedicata a Rey è l’apoteosi dell’ambiguità. L’atmosfera è tesa, Luke è sempre spaventato, e le cose che dice, anche qua, a chi si riferiscono davvero? A Rey? A Kylo? Perché, vedete, tutto il parlato è off screen, o comunque avviene in contesi neutri, che non possiamo associare univocamente a una sola situazione. Potrebbe riferirsi ad altro, e il trailer ce lo suggerisce.
Stacco ancora, e passiamo di nuovo a Kylo. Che dice una serie di cose, sempre off screen, che immaginiamo essere una specie di promemoria a se stesso: rinnega il tuo passato, ammazza chi ami…ma si rivolge a un “tu”. E chi è questo tu? Lui? Rey?
L’apoteosi di questo giochino è il finale, con Rey e Kylo. Che non sappiamo dove siano, non sappiamo neppure se si trovino nello stesso posto; dietro entrambi c’è uno sfondo indecifrabile. Rey dice che ha bisogno di qualcuno che le dica qual è il suo posto in questa storia. E Kylo – che ripeto, non sappiamo se sta davanti a lei, perché quella scena potrebbe essere stata presa ovunque nel film – allunga una mano. Verso di lei, pensiamo noi.
Ecco. Cosa dice della trama del film questo trailer? Zero spaccato, se non quello che già sapevamo. Ci sono i personaggi che conosciamo, c’è il Millennium Falcon, c’è di mezzo la Forza, si picchiano con e senza astronavi. Si vedono un po’ di creature e nuove armi. Ma stop. Cosa ci suggerisce il trailer? Un mondo di roba. Su questi due minuti uno può immaginare l’infinito: che Rey verrà tentata dal Lato Oscuro perché Luke l’abbandona. Che Rey passa direttamente al nemico. Che no, quello tentato è Kylo. Che Kylo diventa buono. Che Finn tradisce e poi rinsavisce. No, che lavora sotto copertura. Che gli ultimi Jedi non sono Rey e Luke, ma Rey e Kylo. Senza dirci davvero, ripeto, niente. Ma il montaggio è stato in grado di costruire una storia, e questo trailer è un piccolo film nel film. Ed è questo, ricostruisco dopo una giornata a rimuginarci su e dopo tre visioni, che mi ha esaltata. Che almeno i tizi che hanno fatto questo trailer sanno il fatto loro.
Ora, questo può significare nulla. Ormai quella dei trailer è diventata un’industria parallela che per certi versi funziona meglio di quella del cinema. La storia recente è piena di film con gran bei trailer che poi non erano niente di che. Ma io intanto sogno. Tanto lo so che poi tutto andrà a traino della mia passione per questo mondo e per questa storia. Sono capace di rivedermi pure la trilogia nuova, nonostante mi faccia abbastanza ribrezzo, solo perché c’è scritto Star Wars sui titoli di testa.
Tutto qua. Delirio concluso.
A postilla, vi aggiorno la lista delle (mille) cose di questo mese.
Martedì 17 ottobre, ore 19.00, sarò al Mondadori Store di Piazza Duomo a Milano per Panorama d’Italia. Si parlerà de “Il sapere degli italiani: tre scrittori raccontano il nostro rapporto con la conoscenza e l’ignoranza”. Ci saranno Giulio Giorello e Francesco Sabatini. È necessaria la registrazione qua.
Sabato 21 ottobre, invece, sarò a Castelnovo ne’ Monti (RE), ore 17.30, presso la Biblioteca Comunale R. Crovi per la seconda parte di Autori in Prestito (se vi ricordate, ero stata in zona quest’estate). In sintesi, vi consiglio altri autori, nello specifico, quelli che hanno fatto di me la brutta persona che sono :P .
Sarò infine a Lucca Comics & Games giovedì 2 novembre, sabato 4 novembre e domenica 5 novembre. I dettagli ve li darò il 18, assieme a un’ulteriore news.
Posso anticiparvi anche che sto preparando un evento a Roma, e che questa settimana faccio una cosa bella di cui avrete notizia tra qualche tempo :) .
Per il resto, buona giornata e a presto!

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Perché sono una scrittrice sadica e resterò tale

Un po’ di contesto. Come tutti gli anni, in occasione dell’anniversario della Battaglia di Howgwarts la Rowling ha chiesto scusa su Twitter per la morte di uno dei suoi personaggi, Piton, per la cronaca. Io ho colto la palla al balzo per il tweet che incollo qua sotto

Il tweet, che ha avuto un discreto successo, ha aperto una lunga discussione su Facebook, che, se volete, trovate qua.
Visto che questa storia dei personaggi ammazzati sembra interessare i lettori, ho pensato di farci un post per chiarire meglio la mia posizione. Ci saranno spoiler sui miei libri più vecchi.
Partiamo dal fatto che uno, prima di raccontare storie, le fruisce. Io di storie ho praticamente sempre vissuto; me ne hanno raccontate prestissimo, e prestissimo ho iniziato a raccontarne io. E ho capito abbastanza rapidamente una cosa: che io da una storia voglio il coinvolgimento totale. Io voglio entrare nel mondo che mi viene raccontato, e lì dentro viverci per il tempo della lettura, o della visione. Voglio provare quel che provano i personaggi, appassionarmi a loro, vivere le loro vite. E voglio piangere, se la storia lo richiede, o ridere, a seconda dei casi. Ma provare emozioni forti. Voglio una storia che, per il tempo della lettura o della visione, si sostituisca al mio mondo. Credo che una buona storia questo debba fare. Tra l’altro, un po’ di tempo fa lessi che una ricerca di neurologia ha scoperto che leggere una certa cosa attiva i medesimi circuiti neuronali che viverla in prima persona; insomma, le storie fungono da simulazioni per il nostro cervello, che attraverso i personaggi vive, stando al sicuro al di qua della pagina, cose che nella realtà non potrebbe, o non desidererebbe, vivere davvero. È sostanzialmente la spiegazione di una cosa che avevano capito già gli antichi greci, ossia la catarsi. Io vivo su carta o sullo schermo passioni intense, ed esco modificato da quest’esperienza, senza però averne patito davvero le conseguenze: così posso vedere Edipo che uccide il padre e sposa la madre, sentirmi coinvolto dalle sue emozioni, vivere letteralmente con lui questa esperienza, senza però ammazzare nessuno e senza compiere incesto.
Le storie che mi sono rimaste più nel cuore sono spesso quelle più intense, in cui ho provato forti emozioni: ho pianto tutte le mie lacrime guardando Una Tomba per le Lucciole, e, nonostante questi pianti, è il film d’animazione più bello che abbia mai visto. Stessa storia per Il Labirinto del Fauno, sul cui finale in genere mi sciolgo. Ma è meraviglioso proprio per questo, proprio per il suo finale straziante. O, che ne so, l’addio tra Watson e Sherlock alla fine della seconda stagione di Sherlock, o l’ultimo incontro tra Ettore e Andromaca nell’Iliade (che è stato il primo libro che mi ha fatta piangere), o, per restare a cose recenti, il finale senza speranza di Bruciare Tutto, che però è l’unico possibile, e illumina di una luce tetra tutto il resto.
Tutte le mie scelte come scrittrice sono figlie di questi sentimenti che mi hanno segnata da ragazzina e continuano a segnarmi ora. Io voglio questo per il mio lettore: che le mie storie lo colpiscano duro e a fondo, e restino con lui a lungo. Non mi interessa divertirlo per un’ora, e poi via, a fare altro, dimenticando tutto quello che ha letto. No, io voglio fare parte di lui, voglio ossessionarlo mentre legge, e lasciargli qualcosa che non dimenticherà. Che poi io ci riesca, è un altro paio di maniche. Ma è il mio intento.
Per ottenere questa cosa, ovviamente mi abbandono ai trucchi più beceri, che vanno bene fino a quando sono coerenti con le premesse delle mie storie e finché funzionano. Le morti sono picchi emotivi forti, che avvincono il lettore, a patto che siano preparate, e abbiano un senso. Per cui, io non mi faccio scrupoli a uccidere un personaggio, se la storia lo vuole. Succederanno cose che non vi piaceranno, per dire, in Pandora3, ma vi giuro che la storia le esigeva, e non poteva andare altrimenti. “Siamo il prodotto delle nostre storie dei nostri errori”, cantano gli Otto Ohm in Cupo: è vero per le persone, è vero per i personaggi.
In tanti, su Facebook mi hanno detto della morte di Laio. Lo so, è una cosa straziante. Voleva essere straziante. È stata scritta per esserlo. E io mi sentivo come voi quando l’avete letta, quando l’ho scritta; e quando la vedo sul corto di Erica ed Elia la sento con forza, come allora: il dramma, il dolore, l’inevitabilità. E ne sono soddisfatta. Era una cosa che doveva succedere, era giusto che succedesse: a quel punto della storia il viaggio di Nihal e Sennar era un cammino che si avviava verso gli abissi della disperazione. Nihal doveva arrivare alla fine stremata, nuda e sola; e per questo Laio doveva morire. Perché era una rete di protezione, perché era un puro che non poteva sopravvivere nel mondo del Tiranno. E credo di avergli anche dato una morte degna di lui e di ciò che ha significato per la storia, giunta alla fine di un percorso narrativo chiuso. Ha fatto quel che doveva, ha compiuto la sua evoluzione, è uscito di scena al meglio.
Sulla parete del mio studio, alle mie spalle, c’è una carta da parati con scritta la morte di Ido. È una delle poche cose che ho scritto che rileggo sentendomene soddisfatta. Mi piace e mi commuove anche dopo tanti anni, perché è venuta esattamente come volevo. È la giusta conclusione per un personaggio che è stato con me tantissimo, sei libri.
Ora, anche per me scrivere certe cose non è facile. La Saga del Dominio inizia con una scena piuttosto forte, tra le più crude della mia produzione, non tanto per la quantità di sangue, ma per l’impietosità con cui mi sono imposta di scriverla, senza sconti, perché il mondo di Myra è un mondo di gelo e sangue e il lettore ci deve finire catapultato dentro, esattamente come ci finisce catapultata lei. E mi sono sentita anche un po’ a disagio, mentre la scrivevo, ed era giusto così. Scrivere

“Si domanda perché: perché è successo tutto questo, perché a lei? Lei e Fadi non hanno mai fatto del male a nessuno, e quella terra era loro, secondo gli uomini e secondo Ajel, il dio dei Biaswadi. Forse l’unica risposta è proprio questa: aveva tutto, e non doveva. È stata punita perché aveva l’affetto di suo padre e la sicurezza di una casa. Ha peccato perché è stata felice, e la felicità è un lusso pericoloso. Non era per quello che i Primi erano stati spazzati via dalla faccia del mondo?”

non è stato facile, perché è una roba così connessa a ciò che sono, alla mia vita, alle mie paure, che è come farsi una foto nuda e metterla giù sui social. Però ci voleva, e l’ho fatto. Per dirvi che capisco come vi sentite, ma le storie devono essere così, altrimenti tanto vale fare altro, invece che leggere.
Comunque, sto divagando. Una morte ha senso se è preparata, dicevo: ammazzare una guardia che passa un minuto nella storia non è lo stesso che ammazzare un personaggio che ha un arco narrativo di sei libri. È ovvio che se vuoi colpire il lettore, devi dargli ragioni di interessarsi al personaggio che morirà. Inoltre, la morte deve avere un senso narrativo. La storia lo vuole.
Qualche anno fa venne chiesto a me e Sandrone Dazieri di scrivere il trattamento (la storia, sostanzialmente) di una serie televisiva. Ci mettemmo al lavoro, buttammo giù il tutto, ma qualcosa non tornava. Mancava un pezzo, la storia non scorreva come avrebbe dovuto. E poi ho capito: un personaggio, che arrivava fino alla fine, doveva morire. Era scritto nel suo DNA, nel modo in cui l’avevamo costruito, nelle cose che faceva. Doveva morire. E infatti, una volta che l’abbiamo ucciso, la storia ha iniziato a filare come un treno.
E veniamo al casus belli. Nihal. Io non chiedo scusa per la morte di nessun personaggio. Tutte quelle morti sono servite a darvi storie migliori: sono avvenute là dove dovevano, e come dovevano svolgersi, anche quelle che vi hanno fatti incazzare di più. Il fatto stesso che vi abbiano fatti incazzare per me significa che ho fatto un buon lavoro. Nihal no. Nihal non muore perché ci sia una ragione narrativa; la storia, semmai, voleva che morisse alla fine delle Cronache, ma io all’epoca ero una giovane Padawan, e mi faceva tristezza lasciare Sennar da solo, così il libro finisce come voi tutti sapete. Sopravvissuta alle Cronache, per morire avrebbe avuto bisogno di un’altra storia. Invece è successa una cosa; mentre scrivevo le Guerre, un po’ tutti volevano che continuassi a parlare di Nihal. Ma io non potevo. Nella mia testa Nihal aveva detto tutto quello che doveva, e avevo voglia di raccontare altri personaggi. Nella mia scrittura i mondi sopravvivono, mentre i personaggi raramente superano le saghe, e se lo fanno è in ruoli tutto sommato minori, non da protagonisti. Ma tutti mi chiedevano di Nihal. Ho iniziato a sentirla come una presenza così ingombrante che ho deciso di farla morire. Fuori scena, senza troppe spiegazioni. Io avevo bisogno di andare avanti, e lei me lo impediva.
Ecco. Non c’era alcuna ragione narrativa per cui Nihal dovesse morire. Non c’era una storia che esigeva la sua morte, e se ci fosse stata, non era comunque quella che stavo raccontando. È stata una cosa gratuita, che non è servita a niente. Vedi alla voce del vocabolario morte inutile.
Di quanto questa cosa fosse malnata me ne sono accorta quando ho scritto Le Storie Perdute; erano passati degli anni e mi sentivo pronta a riprenderla in mano senza patemi d’animo, svincolata ormai dal suo dominio su di me. E ho dovuto raccontare di nuovo la sua morte. Una tragedia. Avendola sempre fatta raccontare da altri, era come quelle cose lì che mi scrivo in scaletta quando progetto un libro, e poi quando inizio davvero a scriverle mi accorgo che non tornano: i personaggi non possono essere in quel luogo in quel momento, sì, ma quello non può fare questo perché la motivazione non è abbastanza forte…robe così. Non mi tornava. Mi ha fatta incazzare così tanto che adesso neppure ricordo quale fosse il problema (i problemi li dimentico sempre, una volta risolti, così, la volta successiva, devo sempre ricominciare da capo…), ma c’erano delle cose che non tornavano sulla sua scelta di morire per Sennar e Tarik. Dovetti fare i salti mortali per rendere plausibile un sacrificio del genere, e farlo sembrare una cosa naturale. È l’unica morte di cui mi pento, perché non vi ho fatto un buon servizio, facendola avvenire così. A volte nelle interviste mi chiedono se, come scrittrice per ragazzi, sento la responsabilità di scrivere per un pubblico giovane: l’unica responsabilità che sento è scrivere cose che voglio e devo scrivere, e farlo bene, in modo da darvi una buona storia. Il resto è superfluo.
Ecco, tutto qua. Spero di avervi un po’ chiarito come funziona la mia testa. Specifico che è il mio modo di vedere le storie; come scrittrice sono un tipo piuttosto solitario, e confesso che non ho mai parlato di queste cose coi colleghi, i pochi che conosco. Sono sicura che altri la penseranno in un modo diverso. Ma io faccio scrittura pop, ambisco a fare scrittura pop, e questo è il mio modo di intendere un buon racconto.

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Riassunto delle prossime puntate

Donc, in questo periodo, come avrete notato, sono piuttosto impegnata nella promozione de Le Lame di Myra (letto? Piaciuto?). Siccome le date si aggiungono, vi faccio un riassuntino sui miei spostamenti delle prossime settimane. Intanto vi ringrazio tantissimo per il calore con cui avete partecipato a queste prime tappe, per me è stato molto bello e importante :) .
Allora, si comincia la prossima settimana, sabato 19 Novembre, a Milano, con BookCity; ci vediamo alle 18.00 alla Base Milano Sede Principale, per la presentazione del Centro Formazione Supereroi. Se siete curiosi di sapere cos’è, qui qualche informazione.
Il giorno successivo, domenica 20 Novembre, l’appuntamento è invece alle 11.00, presso l’Auditorium del Museo della Scienza e della Tecnica, sempre a Milano, per una presentazione assieme a Sandrone Dazieri.
Il 3 Dicembre, invece, sarò a Grottaferrata, qui ai Castelli Romani, ore 17.30, presso la libreria Adeia, per quattro chiacchiere su Le Lame di Myra.
Infine, almeno per ora, l’11 Dicembre, sempre ore 17.30, sarò alla Libreria Mondadori del Centro Commerciale Roma Est, a Roma, per una firma copie.
Insomma, ci saranno tante opportunità di incontrarsi, vi aspetto!

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Next Stop: Pescara, Milano e Grottaferrata

Dopo l’ubriacatura di Lucca, e il calore dell’incontro di ieri a Roma, è tempo di parlarvi un po’ delle prossime tappe del mio tour in giro per la promozione del primo libri de La Saga del Dominio, Le Lame di Myra.
Dunque, il prossimo incontro sarà domenica 13 Novembre, a Pescara, nel contesto Festival delle Letterature dell’Adriatico. Ci vediamo alle ore 11.00 presso Città Sant’Angelo Outlet Village.
Il week end successivo sarò invece a Milano, per BookCity. Sabato 19 Novembre, ore 18.00, darò una mano al Centro Formazione Supereroi a diffondere il super potere della lettura, presso Base Milano Sala A :) . Il giorno successivo, domenica 20 Novembre, ore 11.00, presso l’Auditorium del Museo della Scienza e della Tecnica, si ricompone la mitica coppia Licia-Sandrone, per parlare ancora un po’ assieme de Le Lame di Myra e de L’Angelo, il secondo libro con protagonisti Dante e Colomba di Uccidi il Padre.
Bonus, anche se manca un po’, posso dirvi che sarò di nuovo dei dintorni di Roma il 3 Dicembre, a Grottaferrata, alle 17.30, presso la Libreria ADEIA.
Bon, per ora è tutto. Al solito, seguitemi da queste parti per ulteriori informazioni :) .

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La Saga del Dominio – Le Lame di Myra

Today is the day!
Ebbene sì, oggi esce il primo libro de La Saga del Dominio, Le Lame di Myra. L’ho preso anch’io, e devo dire che in versione cartacea è ancora più figo che a schermo :P .
Bon, ieri, per anticipare e al tempo stesso festeggiare la cosa, ho fatto una diretta su Facebook. Se ve la siete persa, don’t worry, eccovi il link

Anteprima Saga del Dominio

Dentro ci trovate me che leggo, male, un pezzetto del prologo del libro, e poi la risposta a un po’ di domande che mi sono state poste tramite commento durante la diretta.
Già che ci sono, vi ricordo gli appuntamenti del prossimo week end; sarò a Lucca Comics & Games, e potremo vederci alle 11.00 di domenica 30 ottobre, al Teatro del Giglio, per discettare del libro con Sandrone Dazieri. Seguirà firma copie. Il giorno dopo, lunedì 31 ottobre, possiamo vederci nel foyer del Teatro del Giglio per una firma copie, ore 12.00.
Ci saranno poi altri appuntamenti, alcuni li ho anticipati nella diretta, ma comunque troverete tutte le informazioni sul tour qua sopra. Per ora, buona lettura :) .

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La Saga del Dominio: continua :P

Come promesso, oggi altro pezzettino di anticipazione su Le Lame di Myra. Per il riassunto delle precedenti puntate, vi rimando a questo post.
Dunque, su Twitter avevo detto che vi avrei parlato di un altro personaggio del libro. Faccio di più e ve lo fo vedere. Eccovi infatti il retro della copertina.

Quarta di copertina de Le Lame di Myra

Il badassissimo drago che vi dà le spalle perché a lui chejefrega, si chiama Icenwharth. Non ve ne dico troppe, che sennò è spoiler, ma è ovviamente una parte importante della storia. E non potrebbe essere altrimenti, visto che i draghi sono praticamente onnipresenti nella mia vita e nei miei libri.
La frase in cima, invece, è nientemeno che la frase conclusiva del libro. E sì, il libro finisce così. Lo spoiler definitivo :P .
Infine, vi incollo qua sotto anche la quarta, così sapete anche di cosa tratta il libro.

“Dopo l’apocalisse dei Cento Giorni d’Ombra, il Dominio è stato quasi interamente ricoperto di ghiacci e nevi. Solo le terre più a Sud rimangono temperate e rigogliose, mentre a Nord si muovono popoli in costante lotta per la sopravvivenza, spesso in guerra tra loro. La grande federazione di clan agli ordini di Acrab ha però un sogno molto più grande che la conquista di un pezzo di terra. Lui non vuole solo trovarsi uno spazio all’interno del Dominio, ma vuole rovesciarlo, distruggendo il potere dei maghi detti Camminanti. La loro magia, infatti, sfrutta la sofferenza degli Elementali, che i Camminanti hanno ridotto in schiavitù, mentre Acrab immagina un regno dove umani ed elementali convivano. La strada per arrivarvi, però, passa attraverso la conquista dei numerosi regni che compongono il Dominio, una cruenta battaglia dopo l’altra.
In prima fila nell’esercito di Acrab vi è Myra, che il comandante ha salvato dall’arena degli schiavi e cresciuta come una figlia. La sua abilità con i walud, le spade a forma di mezzaluna, hanno assicurato all’esercito di Acrab la vittoria in più di un’occasione.
Ora, però, Myra ha un’altra e più personale battaglia combattere. A differenza di quanto ha sempre creduto, ha scoperto infatti che la sua famiglia non è stata uccisa per una disputa sulla terra, ma per un segreto che porta alla morte chiunque ne venga a conoscenza.
Myra parte così alla ricerca della verità, in un lungo viaggio attraverso il Dominio con il solo appoggio di Icenwharth, un drago rinnegato dal suo popolo per aver stretto amicizia con un umano. Battaglia dopo battaglia, incontro dopo incontro attraverso lande desolate e città meravigliose, Myra scoprirà così i contorni di una macchinazione destinata a cambiare il destino del suo mondo e, forse, anche a distruggerlo. Con questo romanzo, la regina del fantasy europeo Licia Troisi dà vita non solo a una nuova saga, ma a un vero e proprio universo dove si mescolano avventura e orrore, magia e sangue, con un’eroina che rimarrà per sempre nel cuore di ogni lettore.”

Da oggi potete prenotare il libro, sia in versione cartacea che ebook, un po’ ovunque. Io qui sotto vi metto alcuni dei link, così, vi pungesse vaghezza di pigliarvelo, avete la strada facilitata :P

Amazon
IBS
Feltrinelli
Libreria Universitaria
Hoepli

Bon, ultimo appunto, abbiamo un’orario per la firma copie di lunedì 31 Ottobre 2016, a Lucca Comics & Games, nel foyer del Teatro del Giglio: ci vediamo alle 12.00.
Alla prossima!

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La Saga del Dominio: so it begins

Riassunto per i più distratti: da più di un anno a questa parte sto lavorando su una nuova saga, high fantasy, ambientata in un mondo tutto nuovo. Dopo innumerevoli riscritture, correzioni, lacrime e sangue, da martedì mattina il libro esiste in versione definitiva, e sarà vostro alla fine del mese. Lo presenterò a Lucca, assieme all’immancabile Sandrone senza il quale, al solito, tutto questo non sarebbe possibile. È il primo libro di una trilogia (se non cambio idea nel frattempo :P ), e oggi voglio farvi respirare un po’ dell’aria del Dominio delle Lacrime, l’allegrissimo posto in cui la storia è ambientata :P . E farvi incidentalmente fare la conoscenza con Myra, che del Dominio è figlia per molte ragioni, che scoprirete se vorrete seguirmi anche in questa avventura. E insomma, bando alle ciance, ecco a voi la copertine de La Saga del Dominio 1 – Le Lame di Myra.

La Saga del Dominio 1 - Le Lame di Myra

La copertina è di Corrado Vanelli, e a me piace davvero moltissimo. Non è finita qua, e domani vedrete anche il resto :) .
Intanto, come promesso, eccovi anche le date dei miei appuntamenti a Lucca Comics & Games.
L’evento principale, in cui presenterò questo libro, è domenica 30 Ottobre, ore 11.00, presso il Teatro del Giglio; seguirà una firma copie.
Il giorno successivo, lunedì 31 Ottobre, in mattinata, firma copie, sempre al Teatro del Giglio. L’orario preciso ancora non lo so, ma ve lo comunicherò a breve.
Bon, tutto qua. Io sono molto elettrizzata: è un progetto sul quale mi sono spesa tantissimo, in cui ho davvero cercato di dare tutto il meglio, e, incredibile a dirsi, mi sembra di aver fatto un passetto avanti. Voglio bene a Myra, raccontarla è stata una grande avventura, e spero sarà anche per voi leggerla. Ci vediamo prossimamente, che ci sono parecchie cose che bollono in pentola :) .

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