Archivi tag: Lady Gaga

Mi vendo

L’11 novembre uscirà il nuovo disco di Lady Gaga. Che a me piaccia Lady Gaga credo sia cognito, comunque lo ribadisco, tanto per perdere qualche punto presso quelli più hard core tra voi :P (o per guadagnarne presso altri, in effetti…). Comunque. Nonostante la data di uscita sia piuttosto lontana, è già iniziata la promozione, che io sto seguendo, avendo Lady Germanotta tra gli account Twitter che seguo. E, niente, stamattina ho capito ancor più chiaramente perché la tipa mi piace. Si tratta della sua musica, certo, che è uno dei rari casi di pop commerciale puro che mi piaccia, e anche della sua stravaganza, che fa eco, moltiplicandola per un miliardo di volte, alla mia. E delle sue scarpe, certo. Dio, che scarpe che mette…Ma si tratta anche del modo col quale si offre al suo pubblico. E veniamo all’esempio di stamane.
Ieri sera, ora italiana, Lady Gaga annuncia che a breve darà notizia della tracklist di Artpop, il nuovo album. E come l’ha presentata? Ha preso quindici dei suoi fan più appassionati e ha chiesto loro di disegnare su un murales i titoli delle tracce, fotografarli e postarli su Twitter. Il risultato potete vederlo sul profilo ufficiale della cantante.
Ora. Questo è il modo di usare i social network. Questo è il modo di mantenere tramite di essi un contatto con i fan. E mi domando se ci volesse così tanto a capirlo, visto che il web 2.0 pullula di vip di varia natura incapaci di gestire la propria immagine elettronica, che finiscono coinvolti in assurdi flame e se ne vanno da Twitter o Facebook sbattendo i piedi perché il mondo della rete è tanto cattivo. Sì, lo è, per carità, ma se decidi di starci su, devi imparare a muovertici: non cambierà per te, ma tu puoi adattarti a lui.
Va da sé che la mossa di Lady Gaga è anche ottima dal punto di vista del marketing. Ecco, io di Lady Gaga ammiro quest’intelligenza nel proporsi. E il conseguente rapporto intelligente coi fan. Poi, per carità, in rete ha avuto anche lei le sue belle cadute di stile, tipo la tristissima rissa con Perez Hilton (non mi facevate così attenta al gossip, confessatelo :P ), ma in linea di massima sa come muoversi, e io queste piccole cose (piccole?) le apprezzo.
Stamattina è uscito anche il lyric video di Aura, un’altra nuova canzone. L’avevo sentita in versione leak qualche tempo fa, e anche quando la propose all’iTunes Music Festival tipo un mese fa, ed è migliorata del 1000%. Altra cosa che apprezzo. La cura e la ricerca. Se siete interessati, il video lo trovate qua. E insomma, brava Lady Gaga, continua così che ci piaci :) .

11 Tags: , , ,

Tentativi pop

Ieri ho comprato MDNA. Il ragionamento che mi ha portata all’acquisto è piuttosto complesso, per cui seguitemi.
È un po’ di tempo che non mi vergogno a dire che mi piace Lady Gaga. Arrivo ad ammettere, tiè, che si è presa un bel 30% di tutti i miei ascolti quest’anno. Voglio dire, ormai ho trent’anni e sono scesa a patti col fatto che in quanto a consumi culturali l’eclettismo dei gusti è l’unica cosa che mi definisce davvero, per cui non ho problemi a dire che ieri mi sono stordita con i Nightwish, il giorno prima con Bach e oggi con Lady Gaga. Sarò schizofrenica, non lo so.
Ora, visto che questa svolta dance nei miei gusti musicali da principio mi ha lasciata spiazzata, ho pensato di aprirmi un po’ al genere, e visto che Madonna s’è inventata il pop femminile per come lo conosciamo oggi, perché non ascoltarla? Tanto più che quando la mettono su in palestra mi ci diverto molto.
Confesso di non aver mai avuto particolare simpatia per il personaggio, non so perché. L’ho riscoperto con la biografia dell’esimio Francesco – che vi consiglio, mi è piaciuta molto, interessante e di piacevole lettura – ma l’unico disco che ho, Hard Candy, non sono mai riuscita ad ascoltarlo fino in fondo. Per cui, l’unica reale ragione per cui ho preso MDNA è perché, ragazzi, la regina del pop, se ti piace il pop la devi ascoltare. Un po’ come Tolkien col fantasy (adesso qualcuno mi lincia).
Qui finisce la lunga premessa, atta principalmente a mettere le mani avanti per il prosieguo :P .
Non starò qui a fare recensioni dell’album, non mi sento abbastanza ferrata sull’argomento. Dirò che non mi ha entusiasmata, che alcune cose m’hanno lasciata basita, ma che ci sono anche alcuni pezzi molto belli: Best Friend, per dire, Falling Free, I Fucked Up, e la splendida Masterpiece. Fosse stato tutto il disco così, probabilmente sarebbe schizzato in cima alla mia personale classifica del momento. Ma non è così. La cosa mi stimola due riflessioni.
La prima è che ognuno fa la musica che vuole, e se ha voglia di ballare come una forsennata a 54 anni fa benissimo a farlo, perché non deve certo essere l’età a definirci. E poi ci metterei la firma ad avere un fisico che risponde così a quell’età lì. Ma quando in svariate canzoni insisti a definirti “girl” e canti una cosa come Superstar, che parla d’amore come si può fare alle media e giù di lì, siamo ben oltre il “non mi faccio definire dai miei anni”, siamo proprio alla negazione. Mi fa lo stesso effetto di Adele che canta – ma almeno quella era una cover – “whenever I’m alone with you/you make me feel like I’m young again” e, essendo Adele ventiduenne o giù di lì, uno se la immagina che sta col suo boy e inizia a lallare come quando aveva due anni.
È triste a dirsi, ma c’è un momento per dire ogni cosa. Non sarei più in grado – per fortuna – di scrivere le orrende poesie che componevo a tredici anni, perché non vedo più il mondo in quel modo lì. La vita passa e vivaddio ci cambia. È per questo che un artista è interessante a vent’anni come a sessanta. Ma insistere a dire cose che si dicevano dieci anni prima, e con lo stesso tono con cui le si diceva dieci anni prima, non so, mi suona quasi falso.
Comunque. La seconda riflessione è che a me, con ogni probabilità, non piace il pop o la dance. Per oscure alchimie, mi piace Lady Gaga e stop. E vabbeh, basta saperlo :) .

30 Tags: , , , ,

Divertirsi

Ho avuto un vago, vaghissimo interesse per quella che ho ribattezzato “musica unz unz” quando avevo tredici anni. All’epoca giravo in improponibili shorts arancioni e toppini scollati, che la gente giustamente mi fischiava dietro, più che altro per come avevo il coraggio di combinarmi, e mi ero da poco affacciata alla pubertà. In quel periodo lì non desideri tanto essere grande – se mai io ho desiderato essere grande, e credo proprio di non averlo mai fatto -, piuttosto vuoi finalmente arrivare a questa benedetta adolescenza che tutti ti descrivono come un periodo fighissimo, in cui dai contro i genitori, scopri il sesso e puoi darti pose da giovane maledetto. È che a tredici anni per tutti sei ancora un bambino, e tu invece ti senti già ragazzo/a, e per questo ti dai pose da adolescente in crisi. Del quadro mentale che mi ero fatta dei sedici anni faceva parte anche la frequentazione delle discoteche.
A Roma, dove le mie amiche erano due ragazze con le quali componevamo il classico trio di sfigate evitate da tutti perché non abbastanza fighe e troppo dotate di cervello, la discoteca non sapevamo neppure dove fosse. Per inciso, non eravamo neppure brutte, io e le mie amiche; una di noi anzi era proprio bella. Solo che non ci atteggiavamo, avevamo una discreta lingua e io e la mia migliore amica avevamo l’apparecchio per i denti. Fate un po’ voi. Ma sto divagando.
E insomma, a Roma in discoteca non si andava. Ma d’estate, al mare, sì. L’estate dei miei tredici anni la passai tutte le sere nella discoteca dell’hotel. A ballare la “musica unz unz”, ossia, appunto, quella da discoteca. Che ai miei tempi era Gala: Free from Desire mi piaceva un sacco.
Poi sono cresciuta. Il tipo che mi piaceva sentiva i Nirvana, ho scoperto il rock e, niente, la musica unz unz ha iniziato a farmi schifo. Solo tre anni dopo, a Rimini in gita, in discoteca stavo per addormentarmi sul divano. Del resto all’epoca facevo il filo ad un violinista che ascoltava solo classica.
Quindi, niente, per qualcosa come diciassette anni della mia vita ho letteralmente schifato il pop. A parte i cantautori italiani, ho ascoltato solo rock e classica. E Caparezza, che non so dove infilarlo, visto che è proprio a-generico. Finché un pomeriggio dello scorso anno, non ricordo per quale ragione, mi comprai su iTunes The Fame Monster. Mi piacque subito. Da allora me lo sono sentito un sacco di volte. Questo per dirvi che io il genere che fa Lady Gaga non lo ascolto. Ascolto solo lei. E questo forse significa qualcosa.
Due settimane fa mi sono comprata anche Born This Way, nonostante i primi singoli non mi convincessero. L’ho già sentito una decina di volte, e me lo ascolterei altrettante. Mi mette addosso allegria. Mi fa scuotere la testa, mi fa canticchiare, mi aiuta durante il lavoro di tesi. Ne parlavo ieri con un amico. Born This Way è allegro, divertente. Si fa maledettamente ascoltare. Non è arte? Non lo so. Saper intrattenere è una dote non da poco, ancor più miracoloso è riuscire ad intrattenere una che su musica del genere normalmente si addormenta. Ognuno fa il suo lavoro: chi con la musica fa riflettere, e chi invece ti mette addosso carica ed energia. E ci vuole un po’ dell’uno e un po’ dell’altro.
Poi, vabbeh, ormai sono ossessionata da Bloody Mary. La prima volta che l’ho sentita, giuro, ho avuto i brividi. I brividi per una stupida canzone pop, che non so neppure esattamente di cosa parli. Ma mi piace, dannazione, mi piace. E devo dire che anche Government Hooker la trovo notevole.
E insomma, niente, non credo di star cambiando gusti musicali. È solo che forse, dopo aver imparato a divertirmi con la lettura e la scrittura, coi film e a teatro, sto imparando a divertirmi anche con la musica.

44 Tags: , ,

Confesso

Tutti abbiamo passioni che in qualche modo risultino un po’ stridenti con l’immagine che di noi ha la gente. Roba di cui, tutto sommato, magari ci vergogniamo anche un po’.
Per dire, sono stata una grande appassionata di Dawson’s Creek, e non a quindici anni, ma a diciannove suonati. Due estati fa l’ho rivisto tutto, dalla prima alla sesta stagione, senza risparmiarmi neppure le puntate più oscene, e purtroppo dopo la terza stagione ce ne sono, ah se ce ne sono.
Oggi faccio un’altra confessione. Chi mi segue su twitter in verità già lo sa. A me piace Lady Gaga. Sì, proprio lei. Quella che fa la musica unz unz unz che in genere rifuggo tipo la peste. Per dire, un paio di annetti fa, dopo aver fatto alcune lezioni di total body al ritmo della sua musica, mi presi Hard Candy di Madonna. Neppure lo finii di sentire. La noia dilagava.
E invece Lady Gaga, che indubbiamente alla signora Ciccone si ispira, mi piace molto. Trovo la sua musica divertente e trascinante: è perfetta per svagarsi durante una riduzione dati o l’elaborazione di una routine SM (che non è SadoMaso, ma SuperMongo, il programma di analisi dati che uso a lavoro) particolarmente ardua. Ti induce a battere il piedino, ti mette la carica.
E poi mi piace proprio lei. Sì, lei come tipo. E considerate che io per natura diffido della gente che provoca per provocare. E invece Lady Gaga mi fa simpatia. Innanzitutto non è bella. È una ragazza normale. Anche quando balla e canta in slip e reggiseno – praticamente sempre, per altro – non fa l’impressione di una qualsiasi altra starlette musicale. Non è una strafiga stratosferica: ha il sedere basso, è un po’ troppo magra, è bassa come me e come me ha il nasone. Ma non sembra gliene freghi molto, è questo il bello. Si mette addosso quel che vuole, mostra il suo corpo di normale ventiquattrenne senza avere la pretesa che la gente le fischi dietro, ma con una naturalezza che scaccia via la volgarità di certi atteggiamenti.
E poi, appunto, provoca. Ma lo fa con un certo candore di fondo. Con quell’aria lì che sembra dire: Ehi, io sono così, se ti sta bene ok, altrimenti cambia disco. È che a me lei sembra proprio una strana. Che gode ad esserlo, e che si maschera perché tutto in lei fa parte della sua musica. Fateci caso, non la si vede mai nature. La sua essenza di persona è nascosta sotto chilate di travestimenti in lattice, sotto vagonate di trucco. Perché la sua arte è questa: musica, certo, ma anche tutto il resto. Il che spiega i suoi video lunghi il doppio della canzone: perché non conta solo la musica, ma contano anche le immagini che raccontano una storia, mandano messaggi.
Lo so. Io ero quella per la musica e basta. Quella che citava Matt quando diceva “The only way I want to touch people is through my music. Anything else is superficial and I want no part of it”. E invece Lady Gaga è il prototipo della musica fagocitata dallo showbiz. Eppure, non lo so, mi piace quel che fa e come lo fa. Nei suoi cappelli assurdi, nelle sue mise allucinanti, trovo qualcosa che risuona coi miei di cappelli, col mio modo strambo di mettere assieme la roba del mio armadio.
E poi mi piace quel che dice. Mi sembra una persona intelligente, o che quanto meno cerca di spendersi per cose intelligenti. Come il Don’t Ask, Don’T Tell, contro il quale si è espressa pubblicamente.
L’ultimo suo singolo non mi dice molto. È anche vero che l’ho ascoltato una volta sola, ma mi sembra meno potente dei suoi vecchi pezzi. Però c’è una frase bellissima, che certa gente si dovrebbe tatuare a fuoco sulla pelle.
I’m beautiful in my way,
‘Cause God makes no mistakes
I’m on the right track, baby
I was born this way

E insomma, niente, probabilmente a maggio mi prenderò il suo disco, e spero di godermelo come mi sono goduta The Fame Monster. Senza neppure troppi sensi di colpa, lo ammetto :P

38 Tags: , ,