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NICDAP rivelato

Dunque, è un po’ di tempo che vi parlo di NICDAP, il libro che uscirà questo autunno, tra ottobre e novembre, che non appartiene né alla saga di Nashira né a quella di Pandora e che è un po’ un one shot. Vi ho detto che si tratta di qualcosa di connesso al fatto che quest’anno sono dieci anni dalla pubblicazione del mio primo libro. Vi ho anche detto che si tratta di una sorpresa, e per questo, fin qui, non vi ho dato dettagli sulla trama o altro. Ora, come accade quasi sempre coi miei libri, sono filtrate un po’ di notizie, e, infine, la riserva è stata sciolta. Durante il week end, svariate persone mi hanno chiesto di confermare le notizie trapelate, per cui eccoci qua.
NICDAP, ossia Nihal – I Canti Degli Anni Perduti, che è il titolo di lavorazione. Il titolo con cui il libro andrà in libreria sarà invece Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute. Ebbene sì, dopo dieci anni Nihal è tornata.
La trama del libro è stata rivelata dal sito di Lucca Comics & Games, e sarà presentato nell’ambito della manifestazione. Trovate tutte le informazioni qua. Essendo un libro fuori serie, mi sono divertita un po’, e, come potete leggere, avrà una struttura un po’ particolare. L’ho scritto perché dopo dieci anni ho fatto finalmente pace col personaggio, che ho percepito come una presenza ingombrante per qualche hanno dopo la fine della pubblicazione delle Cronache, perché mi sono accorta che aveva ancora delle cose da dire, perché una parte di me vive ancora dalle parti del Mondo Emerso. Spero apprezzerete e vi divertirete. Io c’ho messo dentro molto di ciò che sono adesso, delle mie paure, persino della mia vita di ora. Perché io in questi dieci anni sono cambiata, ma mi sono accorta che l’ha fatto anche Nihal. E tutte e due, in un certo senso, non siamo poi davvero invecchiate.
Bon, in questo periodo sto ultimando l’editing, quindi tra due mesi circa il libro diventerà vostro, e comincierà il suo giro per il mondo, come tutti quelli che l’hanno preceduto. Allora gli augurerà buon viaggio. Per ora, continuo a coccolarmelo ancora un po’.

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Pandora

Sicché, con ogni probabilità già lo sapete, oggi esce Pandora, la mia nuova saga. Nelle mie intenzioni conterà sei libri, ma intanto cominciamo col primo :P .
La copertina è questa qua

è di Corrado Vanelli e io me ne sono innamorata dal primo istante in cui l’ho vista. È già da un po’ che è il mio avatar per l’account che ho qui sull’Air, e lo uso anche su Skype. Non so, secondo me riassume perfettamente l’essenza di Pam, la protagonista.
Vi incollo anche la quarta di copertina, visto che, a dir la verità, ancora non vi ho detto chiaramente di cosa parla :P

Pam ama la musica metal e il suo look estremo non la fa mai passare inosservata. Eppure lei si sente invisibile. Perché nessuno la vede davvero, oltre gli occhi bistrati di nero e i vestiti dark. Nessuno tranne Sam, che vive in un palazzone alla periferia di Roma e, come lei, è un escluso. I due ragazzi non si conoscono, ma i loro destini collidono la notte di Halloween, quando un antico rito si compie: durante una seduta spiritica, Pam apre un misterioso scrigno proveniente dall’antico Egitto da cui si sprigionano gli Angeli della Morte, sei demoni che si impossessano di corpi umani seminando terrore nel mondo. Nulla sarà più come prima: Sam acquisirà il terribile potere di uccidere con il tocco delle mani, mentre Pam diventerà davvero invisibile. Solo con l’aiuto del nuovo amico potrà ritrovare gli Angeli della Morte che ha liberato: perché il suo nome è Pandora, l’Apriporta.

Tra l’altro, trovo fantastica anche la veste grafica. Comunque, attendo ovviamente vostri pareri. È un progetto in cui credo molto, che mi ha appassionata tantissimo scrivere, e cui non vedo l’ora di rimettere mano. Spero che almeno parte di questa passione possa passare anche a voi.
Vi ricordo che la prima presentazione del libro sarà a Torino questo week end, al Salone del Libro, domenica 11 maggio, ore 12.30, all’Arena Bookstock, alla quale siamo ormai abbonati da un po’ di anni :P . Come, ovviamente, Sandrone Dazieri, che al libro ha fatto da levatrice :P .
Vi consiglio anche di andare a leggere l’intervista che Viola Bianchetti mi ha fatto per Finzioni: la trovate qua. Io e Viola ci siamo incrociate grazie ai miei libri un sacco di anni fa. Per un po’ ci siamo perse di vista, per quanto io l’ho più o meno sempre seguita su Facebook, in questi anni, e poi, niente, ci siamo ritrovate, perché la vita fa così, gira, e a volte ci si incontra ad una svolta. Quel che ha scritto nell’intervista riassume perché faccio questo lavoro, perché, al di là della necessità, del bisogno intimo di raccontare storie, continuo a deprimermi per le trame che non mi vengono, a ostinarmi a rileggere tutto ancora, e ancora e ancora fino alla nausea, a pubblicare ed espormi ogni volta al giudizio dei lettori, come fosse sempre la prima. Grazie di cuore, Viola, davvero.
Infine, la grossa novità, che qualcuno avrà colto ieri in un mio tweet: la novità è questa.
Sì, a partire dal 27 maggio Nihal della Terra del Vento sarà disponibile in ebook per il mercato anglofono. Passate la voce in giro, a chi mi voleva leggere ma non poteva ancora perché non c’era la traduzione, a chi non sa chi io sia ma magari potrebbe amare le mie storie. È un piccolo passo in assoluto, per me è una cosa grande. Tra l’altro non vedo l’ora di scoprire come suona la storia di Nihal in una lingua che leggo abitualmente. Lo scopriremo tutti il 27 Maggio :) .
Bon, tutto qua. Io torno su NICDAP, il progetto top secret che dovrebbe uscire a novembre. Siamo in fase editing, e dietro l’angolo incombe anche Nashira4, del quale ho perfezionato la trama, manca solo la parola d’inizio. E poi c’è altra roba in ballo, progetti che mi girano in testa, e di cui spero prima o poi di parlarvi. Intanto, benvenuta Pandora, spero il tuo sarà un lungo cammino :) .

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Notizie da Scrivolandia

Con NICDAP sto spingendo al massimo. Lavoro come una forsennata, macinando battute su battute. Le mie sessioni di scrittura sono sempre state piuttosto intense, ma tutto sommato, magari proprio per questo, abbastanza brevi. Tre ore la mattina, a volte un piccolo strascico il pomeriggio. È che dopo un po’ mi esaurisco, sento di non poter andare avanti a raccontare, che quel che ho scritto deve sedimentare perché possa andare avanti. Magari è sbagliato, ma per me funziona così. Prima stesura di pancia, buttando fuori tutto quello che mi riempie la testa, e poi, solo alla fine, rilettura, editing, riscrittura, riscrittura, riscritura. Fino alla nausea. A volte riscrivo anche i 2/3 della prima stesura. Con NICDAP il momento del’esaurimento non arriva quasi mai. Parto e vado sparata come un treno, forzando le tappe. Scrivo di viaggi forsennati, senza soste e tappe intermedie, e sembra un po’ il mio viaggio in questa storia, tutto dritto senza tirare il fiato. Ed è una bella sensazione. Un po’ mi spaventa, perché non mi era mai capitato, ma è piacevole. La passione per un storia è molto simile all’innamoramento, che si tratti di qualcosa che stai raccontando tu o di qualcosa che stai leggendo. Ti gira per la testa, ti torna ossessivamente in mente, te la racconti più e più volte in mente, assaporandola a fondo. Sarà la ragione per la quale le storie che mi piace leggere/vedere poi mi fanno venire voglia di scrivere. Per me lettura e scrittura sono due piaceri strettamente legati, complementari.
Comunque, finirà che NICDAP sarà il libro che avrò scritto più in fretta nella mia carriera. Poi magari correggerò per due anni, vai sapere. Mi pare improbabile, visto che uscirà in autunno, se tutto va bene.
La storia di NICDAP è strana, perché per la prima volta se ne parlò tipo due anni fa, e l’idea in sé, non la storia, che all’epoca neppure esisteva, non mi convinceva. Poi è passato del tempo, l’idea s’è sedimentata, ho tirato fuori la storia e ho cominciato, con l’idea di prendermi semplicemente una pausa prima del gran finale di Nashira, che, già lo so, sarà un’impresa piuttosto totalizzante. E invece col cavolo che sto tirando il fiato. Ci sono dentro con tutte le scarpe, e non credevo sarebbe successo. Ho tirato fuori roba che non credevo sarebbe mai entrata nei miei libri, ossessioni che, me ne accorgo solo ora, cercavano solo un spunto, un’occasione, per venire fuori. Mah, vedremo. Io intanto procedo così, meglio divertirsi finché si può anche perché…

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…ho scoperto che le storie che racconto non sono per me. Cioè, in verità avrei sempre dovuto saperlo, ma l’ho messo a fuoco solo ieri sera. Influenzata dall’ultima puntata della seconda stagione di Sherlock (credo prima o poi ne parlerò qua, dell’unica serie che di recente è stata capace di ossessionarmi come ai bei tempi tipo di Lost), mi sono andata a rileggere un po’ di pezzi dei miei libri che parlavano, diciamo così, dello stesso argomento. Chi ha visto capirà. E niente, è stata una tragedia. Dopo la pubblicazione, dopo le infinite letture e riscritture, gli scazzi e le parolacce che inevitabilmente riverso su quel che ho scritto quando mi tocca correggerlo, le mie parole non mi dicono più niente. Zero in croce. Leggo e il mio coinvolgimento è zero. Le uniche sensazioni che provo sono riferite al “qui cambierei questo”, “meno parole, in questo cazzo di pezzo”, “no, vabbeh, questa qua è davvero patetica”. Riscriverei tutto. Non lo faccio semplicemente perché io sono una che racconta storie, e un libro finito, pubblicato e letto è semplicemente morto, per me, ha detto quel che doveva, quel che non va continuerà a non andare per sempre, avanti un altro. Ma l’emozione che mi aveva agitata quando avevo scritto, quella è svaporata tutta. Perché quando scrivo mi emoziono. Come dicevo prima, è come quando leggo: entro nella storia e ne sono coinvolta. Quelli come me – e come voi, suppongo, visto che mi leggete – leggono per vivere miliardi di altre vite, non tanto perché non gli piaccia la loro, ma perché l’esistenza è una cosa così gigantesca, e breve, che viverne una sola è un po’ un peccato. L’unico modo per guardare la vita da altri punti di vista è leggere, per me anche scrivere.
Mi sono emozionata quando ho fatto morire ognuno dei miei personaggi, anche quelli meno importanti, mi sono emozionata quando hanno trovato l’amore o l’hanno perso, e non l’ho fatto una volta sola, mentre ne scrivevo; l’ho fatto miriadi di volte, quando mi scrivevo in testa quel che avrei poi buttato su carta. E ci sono cose, tipo il destino di Saiph, o di Laio, che mi sono raccontata in testa per mesi, cambiando le virgole, spostando il punto di vista, vivendole da tutte le angolazioni. Poi finiscono su carta è improvvisamente non vivono più in me. Non mi appartengono più, non mi emozionano più. Se ne sono andate. Se ci ripenso sento l’ombra di quel che provavo quando erano ancora solo nella mia testa, se le rileggo mi danno il voltastomaco.
È che una storia scritta non appartiene più a chi l’ha inventata. È di chi la legge. Si fa il suo cammino tra i lettori, e rinnega l’autore. Forse è questa la ragione di un altro fatto strano: ogni tanto su Facebook trovo qualcuno che posta qualche citazione che mi è familiare. Sono citazioni dei miei libri, che magari avevo dimenticato. E, ogni volta, mi sembrano parecchio più belle di quanto non siano, o mi fossero sembrate quando le avevo rilette per qualche ragione. È che sono filtrate dalla sensibilità di chi le ha lette, le ha fatte proprie, vi ha proiettato la sua vita, e le ha lasciate andare diverse, modificate da quell’incontro.
In questo senso forse è vero che non si scrive per se stessi, ma per chi leggerà.

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Aggiornamento: Pandora, NICDAP, Nashira 4

Ho fatto caso che qua sopra parlo tantissimo di un sacco di roba, e pochissimo della ragione per cui questo posto è nato, ossia la mia attività di scrittrice. Sì, qualche riflessione sui massimi sistemi, ma niente rispetto a quello che sto scrivendo adesso, o quel che ho in progetto. Per cui, oggi, aggiornamento:
come saprete, il prossimo progetto in canna è Pandora, che è un fantasy ambientato, almeno per il primo libro, a Roma. Ho finito prima e seconda stesura, adesso si sta procedendo di labor limae. Posso dirvi che i protagonisti sono due, un ragazzo e una ragazza. La ragazza, l’avrete capito, è Pandora. Su Twitter ho postato un paio di indizi, due immagini prese dalla rete che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare col libro. Ve le reincollo qua sotto.

Ne aggiungo anche una terza, via: eccola. Vi assicuro che, nonostante le immagini un po’ cupe, è un libro divertente, sullo humor nero, direi.
Uscirà in primavera, credo lo presenterò alla Fiera di Torino, ma restate sintonizzati per ulteriori informazioni.

Oltre che con l’editing di Pandora, in questo periodo sono impegnata con un altro progetto, di cui ho parlato di recente su Twitter. Sono a buon punto, più o meno a metà. Di questo non posso dirvi molto, è più o meno top secret. Ha un titolo di lavoro che, con le iniziali, suona più o meno NICDAP. È un fantasy, ma, rispetto alla mia produzione recente, è un outsider. È una cosa nuova, ma con legami nel passato, ecco. Ieri ho buttato là che incidentalmente è una cosa che parla anche di famiglia. Bon, basta, che sennò spoilero. NICDAP, se mai si intitolerà davvero così, uscirà in autunno.

Infine, in molti mi chiedono quando uscirà il quarto libro di Nashira. Premetto che sarà l’ultimo della serie dei Regni. Dovrebbe essere pubblicato a inizio 2015, ma, per la verità, una data proprio precisa ancora non c’è. Ho raccolto un po’ di idee che si sono andate a sommare all’intelaiatura della trama, che già conoscevo fin da quattro anni fa, quando ho progettato la saga, ma ancora non ho iniziato a scrivere. Mi ci voglio mettere su per bene, è la conclusione, è importante, vengono fuori temi abbastanza massicci, voglio prendermi il mio tempo.

Bon, tutto qua. Ho anche in programma alcune presentazione, ma ve ne parlerò prossimamente :) .

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