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Star Wars VIII, ti possino che trailer + prossimi incontri

La pianto con le recensioni di Discovery (non non con la serie, ahimè) perché, giunti alla quarta puntata, non mi pare ci sia molto da aggiungere a quanto già detto. Invece provo a fare una cosa inedita. Provo a recensire il trailer di Star Wars. Perché, ahò, scusate, a me è proprio piaciuto. In verità non sarà proprio una recensione, ma la spiegazione del perché, secondo me, è il trailer perfetto. E questo al di là del fatto che possa piacere o meno.
Prima, agevolo filmato in modo che siamo tutti on the same page.

Scusate, lo so che faccio la figura della hipster che se non mette le robe in lingua originale le piglia un coccolone, ma l’altro l’ho visto una volta sola in italiano e ormai sono abituata a queste voci. Detto ciò.
Ci sono ovviamente molte cose che mi esaltano: incidentalmente, tutto questo rosso e bianco, presente abbondantemente anche nella locandina, che, come sapete, risuonano in questo periodo in me (vedi voce Dominio). Poi, vabbè, la musica di Williams, che uno la sente, e già è tutto fomentato. Poi il senso di tragedia incombente, che latitava parecchio nel film precedente, e che qui invece è la firma stilistica un po’ del tutto. Per una volta, forse la svolta dark non è quella roba inutilmente pesa vista precedentemente in tanti altri film. Pure Snoke sembra più minaccioso, e non uno snorky invecchiato male. Però, vabbè, la cosa che davvero, davvero mi lascia così è che è montato alla grande, e fa esattamente quel che un trailer dovrebbe fare: montarti l’hype a mille lasciandoti da qua all’uscita a farti mille pippe su cosa succederà nel film. Va da sé che una cosa del genere funziona solo con franchise che sono ormai entrati nella storia della cultura pop e non solo, ma riuscire a farlo a questi livelli è maestria.
Pensiamoci un attimo. Ogni cosa che viene detta nel trailer è passibile di una duplice interpretazione, e il montaggio non fa altro che suggerirti – come del resto dice esplicitamente Luke – che le cose non sono come credi.
Inizio, e Snoke parla, dicendo qualcosa che evidentemente immaginiamo riferito a Kylo Ren, tanto è vero che è lui che ci viene mostrato. Ma sulla frase finale, “something very special”, stacco e vediamo Rey. Chi ci dice, dunque, che Snoke stesse parlando davvero di Kylo?
Anche la parte dedicata a Rey è l’apoteosi dell’ambiguità. L’atmosfera è tesa, Luke è sempre spaventato, e le cose che dice, anche qua, a chi si riferiscono davvero? A Rey? A Kylo? Perché, vedete, tutto il parlato è off screen, o comunque avviene in contesi neutri, che non possiamo associare univocamente a una sola situazione. Potrebbe riferirsi ad altro, e il trailer ce lo suggerisce.
Stacco ancora, e passiamo di nuovo a Kylo. Che dice una serie di cose, sempre off screen, che immaginiamo essere una specie di promemoria a se stesso: rinnega il tuo passato, ammazza chi ami…ma si rivolge a un “tu”. E chi è questo tu? Lui? Rey?
L’apoteosi di questo giochino è il finale, con Rey e Kylo. Che non sappiamo dove siano, non sappiamo neppure se si trovino nello stesso posto; dietro entrambi c’è uno sfondo indecifrabile. Rey dice che ha bisogno di qualcuno che le dica qual è il suo posto in questa storia. E Kylo – che ripeto, non sappiamo se sta davanti a lei, perché quella scena potrebbe essere stata presa ovunque nel film – allunga una mano. Verso di lei, pensiamo noi.
Ecco. Cosa dice della trama del film questo trailer? Zero spaccato, se non quello che già sapevamo. Ci sono i personaggi che conosciamo, c’è il Millennium Falcon, c’è di mezzo la Forza, si picchiano con e senza astronavi. Si vedono un po’ di creature e nuove armi. Ma stop. Cosa ci suggerisce il trailer? Un mondo di roba. Su questi due minuti uno può immaginare l’infinito: che Rey verrà tentata dal Lato Oscuro perché Luke l’abbandona. Che Rey passa direttamente al nemico. Che no, quello tentato è Kylo. Che Kylo diventa buono. Che Finn tradisce e poi rinsavisce. No, che lavora sotto copertura. Che gli ultimi Jedi non sono Rey e Luke, ma Rey e Kylo. Senza dirci davvero, ripeto, niente. Ma il montaggio è stato in grado di costruire una storia, e questo trailer è un piccolo film nel film. Ed è questo, ricostruisco dopo una giornata a rimuginarci su e dopo tre visioni, che mi ha esaltata. Che almeno i tizi che hanno fatto questo trailer sanno il fatto loro.
Ora, questo può significare nulla. Ormai quella dei trailer è diventata un’industria parallela che per certi versi funziona meglio di quella del cinema. La storia recente è piena di film con gran bei trailer che poi non erano niente di che. Ma io intanto sogno. Tanto lo so che poi tutto andrà a traino della mia passione per questo mondo e per questa storia. Sono capace di rivedermi pure la trilogia nuova, nonostante mi faccia abbastanza ribrezzo, solo perché c’è scritto Star Wars sui titoli di testa.
Tutto qua. Delirio concluso.
A postilla, vi aggiorno la lista delle (mille) cose di questo mese.
Martedì 17 ottobre, ore 19.00, sarò al Mondadori Store di Piazza Duomo a Milano per Panorama d’Italia. Si parlerà de “Il sapere degli italiani: tre scrittori raccontano il nostro rapporto con la conoscenza e l’ignoranza”. Ci saranno Giulio Giorello e Francesco Sabatini. È necessaria la registrazione qua.
Sabato 21 ottobre, invece, sarò a Castelnovo ne’ Monti (RE), ore 17.30, presso la Biblioteca Comunale R. Crovi per la seconda parte di Autori in Prestito (se vi ricordate, ero stata in zona quest’estate). In sintesi, vi consiglio altri autori, nello specifico, quelli che hanno fatto di me la brutta persona che sono :P .
Sarò infine a Lucca Comics & Games giovedì 2 novembre, sabato 4 novembre e domenica 5 novembre. I dettagli ve li darò il 18, assieme a un’ulteriore news.
Posso anticiparvi anche che sto preparando un evento a Roma, e che questa settimana faccio una cosa bella di cui avrete notizia tra qualche tempo :) .
Per il resto, buona giornata e a presto!

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