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Sapori e odori

Nelle ultime due settimane sono stata ostaggio di un raffreddore devastante. Chi mi segue su Twitter se lo ricorderà perché non parlo d’altro. A parte che non respiravo, a parte che mi faceva male metà faccia e la mattina mi svegliavo con dei mal di testa lancinanti, avevo del tutto perso il senso del gusto e quello dell’olfatto. Anche l’udito in verità non funzionava proprio al meglio – e anche ora non è che ci senta proprio proprio come prima, del resto ancora non sono guarita – ma tutto sommato ci sentivo. Coi sapori e con gli odori, invece, praticamente nisba. No al profumo meraviglioso della cameretta di mia figlia, la mattina, quando dappertutto c’è quello splendido odore di bimba. No al profumo della pelle di mio marito sulle sue magliette, quando le stiro, un odore di buono che vivaddio neppure il detersivo sciacqua via. No al profumo del cibo, del dentifricio, dell’aria poco prima e poco dopo la pioggia. Per non parlare dei sapori. Il tartufo, comprato come souvenir di Gubbio, inesistente. L’aroma di menta delle medicine per lo stomaco scomparso. Scomparso anche il gusto pungente della cioccolata, quello asprigno del pomodoro, quello vellutato dei fudges che i miei mi hanno portato da Edimburgo. Tutto si era ridotto a quattro gusti in croce: dolce, salato, amaro, aspro. Tutti per altro percepiti come eco lontana dei sapori che un tempo ero in grado di sentire.
In genere si pensa che i sensi davvero importanti siano due, udito e vista, e non nego che l’invalidità che ti porta perdere uno dei due non è neppure vagamente paragonabile a quella della perdita di olfatto e gusto. Ma vi assicuro che senza la possibilità di sentire odori e sapori si vive malissimo. Senza contare che anche naso e lingua possono salvare la vita, quando ad esempio senti per tempo odore di bruciato o smetti di mangiare un cibo avariato perché ha un brutto sapore. Ma non è solo questo. È che ti manca proprio una dimensione. Percepisci che ti stai perdendo qualcosa, qualcosa che non sapevi neppure di possedere. Non hai più voglia di mangiare, per il semplice fatto che tutto sa di carta. E anche le emozioni sono come congelate, perché nulla attiva ricordi e sentimenti come un profumo.
Da due giorni, tutto sta tornando alla normalità. Sento di nuovo odori e sapori. E d’improvviso tutto mi sembra fantastico. Non ricordavo che l’odore delle rose, nel giardinetto sotto casa, fosse così inebriante. Non avevo mai fatto caso a quanto intenso fosse il profumo dei pomodori secchi sott’olio fatti in casa: l’aroma rotondo dell’olio, quello pungente dell’aglio, quello asprigno del pomodoro. E i sapori, poi…è tutto buonissimo, tutto fin troppo saporito. Il sale è più salato di prima, il gelato al pistacchio più rotondo, ogni sapore portatore di così tante diverse sfumature, quasi stordisce.
È proprio vero che apprezzare una cosa davvero devi correre il rischio di perderla.

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Sabato

Sono preda del più forte raffreddore degli ultimi dieci anni, come sapranno quelli di voi che erano sabato a Giubbio. Ecco, la situazione da allora non è migliorata, anzi è vagamente peggiorata, tanto da far sospettare una sinusite. Non ho più né udito, né gusto né olfatto. Mi sento tanto Phoenix dei Cavalieri dello Zodiaco…o Sirio, per chi sta seguendo l’orrenda Serie Omega. Il fatto è che io ho una significativa deviazioni del setto nasale per la quale, lo so, dovrei operarmi. Il fatto è che non ho gran voglia di farmi intubare per l’operazione, spaccare il naso e portare i tamponi per due giorni. Per cui niente, al momento sopravvivo. Spero solo di debellare l’orrenda bestia entro una settimana, perché tra due ho sette giorni piuttosto densi per i quali devo star bene, o non ce la faccio. Comunque. Sono qui per ricordarvi di dopodomani, sabato 5 maggio. Mi potrete incontrare alle 11.00 al MelBook Store di Via Nazionale. C’è il bonus, perché con me ci sarà anche Francesco Falconi. Accorrete numerosi che noi vi si aspetta :) .

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