Archivi tag: uel

Un nuovo modello

Sebbene porti i capelli rasati, e durante la settimana giri in sneakers e magliette oversize, resto vanitosa. In libera uscita, ormai metto sempre i tacchi, dai 7 cm in su, mi trucco e a volte mostro anche un po’ di stacco di coscia. E mi piace comprare vestiti, ovviamente. In genere economici: ne posso prendere di più e togliermi lo sfizio della maglietta strana, della gonna troppo corta, del jeans skinny. Per me l’abbigliamento resta un capriccio, e per questo, a parte rare occasioni, cerco di spenderci poco. Ma ci spendo.
Ieri le donne di casa – io, la mia mamma e Irene – sono uscite per gli acquisti primaverili: calzini, magliette, roba per tutti i giorni o per le occasioni. Ovviamente, siamo andate al centro commerciale sotto casa. È vicino, è pratico, e mi piace la roba che ha.
Girovagando, per tenere impegnata Irene, che al momento è del tutto indifferente ai problemi della scelta di una maglietta che coniughi bellezza, comodità, prezzo e non ti faccia sembrare una balena, ho preso il volantino con la collezione di una marca di vestiti. Gliel’ho dato in mano, e per un po’ me ne sono dimenticata. Lei l’ha pastrugliato, ci ha giocato, e dopo una mezz’oretta si è stufata e l’ha buttato per terra. È stato allora che l’ho raccolto e ci ho dato un’occhiata.
Sapete che da quando sono dimagrita sono un po’ ossessionata dal peso. Nulla di patologico, io viaggio sempre sul borderline, ma peso ancora la roba, compenso quando mangio troppo, mi sento in colpa se sgarro e mi peso tre volte a settimana – sarebbe meglio dire che mi costringo a pesarmi tre volte a settimana, perché fosse per me controllerei ogni giorno, ma vabbeh -. Mi sento quasi sempre grassa, ho il terrore di riprendere peso e tutto il campionario che purtroppo molte ragazze conoscono. E insomma, fare un giro per negozi non aiuta: le taglie sono tutte micro, i manichini anoressici. Alla fine ti riduci ad andare in quei negozi con le taglie europee, che sono due misure più piccole delle nostre, per cui una 42 diventa facilmente una 38.
Per questo, quando ho aperto il volantino sono rimasta stupita. Niente modelle al limite della denutrizione, niente ragazze ammiccanti in pose al limite del porno. Piuttosto fanciulle bellissime, certo, ma con la carne al posto giusto. Seni prosperosi, visi floridi, gambe e fianchi torniti. Corpi sani, insomma, modelli di una bellezza accessibile, in cui per essere considerate non si deve mortificare il proprio fisico, assottigliandolo fino a farlo diventare trasparente.
Ok, non dico che sia una rivoluzione. Ma è già qualcosa. E sfogliare quelle pagine mi ha piacevolmente stupita. Poi, certo, chissà, magari le taglie dei vestiti sono comunque striminzite, tipo quel marchio lì che ha per testimonial la giunonica Arcuri, e poi anche se sei peso forma di entra giusto la 46 e un po’ a fatica. Ma, ripeto, è un piccolo messaggio nel mare sconfinato di scheletri che camminano, di donne che devono rinunciare alla propria fisicità per essere apprezzate.
Proprio ieri mattina, pesandomi, il risultato non mi era piaciuto. E niente, quel volantino lì mi ha messo un po’ di buonumore. Ho pensato che forse dovrei dare più retta a quel che mi diceva la mia dietologa all’epoca: che è importante mangiar bene per essere sani, più che per essere fighi, e che alla fine, quando vado in palestra, sentire che il mio corpo risponde, che fa quel che voglio, è altrettanto soddisfacente che riuscire ad entrare in una minigonna.

49 Tags: , , ,